«...sed etiam alio quodam quarto modo, diffracte». Studio storico-sperimentale della Physico-mathesis de lumine, coloribus, et iride di Francesco Maria Grimaldi

Cacciapaglia, Giada (2026) «...sed etiam alio quodam quarto modo, diffracte». Studio storico-sperimentale della Physico-mathesis de lumine, coloribus, et iride di Francesco Maria Grimaldi. [Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in Physics [LM-DM270]
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Abstract

L'elaborato ricostruisce la figura e l’attività scientifica di Francesco Maria Grimaldi, gesuita bolognese che nella sua Physico-Mathesis de Lumine, Coloribus, et Iride, pubblicata postuma nel 1665, osservò e denominò per la prima volta la diffrazione della luce. Nonostante l’importanza che questo trattato ebbe per la nascita dell’ottica fisica, Grimaldi rimane ancora una figura poco studiata e il suo contributo viene spesso interpretato soltanto in funzione degli sviluppi successivi. Attraverso fonti primarie e secondarie, testimonianze dei contemporanei e tracce materiali ancora presenti a Bologna, il lavoro delinea il profilo biografico, religioso e scientifico dell’autore, con attenzione alla collaborazione con Giovanni Battista Riccioli e al contesto culturale bolognese della metà del Seicento. La Physico-Mathesis viene inoltre analizzata nei suoi aspetti strutturali, metodologici e contenutistici, per chiarire le concezioni di Grimaldi sulla natura della luce e sui colori. All’indagine storico-testuale è stata affiancata una replica storicamente orientata di alcuni esperimenti sulla diffrazione, condotta con luce solare e apparati costruiti a partire dalle indicazioni del trattato. La replica ha confermato i fenomeni descritti da Grimaldi, evidenziando le difficoltà materiali, percettive e sperimentali delle sue osservazioni. I risultati potranno costituire la base per future applicazioni didattiche. La ricerca esamina infine i possibili riferimenti dell’ottica grimaldiana e interviene nel recente dibattito storiografico sulla proposta di retrodatare a Francesco Maurolico la scoperta della diffrazione. Viene inoltre ricostruita la ricezione degli esperimenti di Grimaldi, dai primi tentativi di Honoré Fabri fino alle ricerche di Newton, Young e Fresnel. Il confronto con la tradizione ottica successiva aiuta a comprendere perché anche attenti sperimentatori come Newton non riuscirono a riconoscere pienamente gli effetti descritti dal gesuita bolognese.

Abstract
Tipologia del documento
Tesi di laurea (Laurea magistrale)
Autore della tesi
Cacciapaglia, Giada
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
DIDATTICA E STORIA DELLA FISICA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Francesco Maria Grimaldi,Physico-Mathesis de Lumine,Jesuit science,Giovanni Battista Riccioli,Nature of light,Substance–accident debate,Light diffraction,Experimental history of science,Historical experiment replication,Physical optics,Seventeenth-century Scientific Revolution,Isaac Newton
Data di discussione della Tesi
23 Luglio 2026
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