Gubbellini, Davide
(2026)
Metodi per la Valutazione Quantitativa del Danno Osseo nei Casi di Revisione Acetabolare.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria meccanica [LM-DM270], Documento ad accesso riservato.
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Abstract
Al momento, i più comuni sistemi di classificazione impiegati nella valutazione dei difetti ossei acetabolari si basano su immagini radiografiche bidimensionali e sull’esperienza dei clinici, fattori che ne limitano la riproducibilità ed evidenziano la necessità di adottare un metodo di analisi oggettivo del danno osseo acetabolare. Il presente lavoro, condotto come studio retrospettivo, propone, sviluppa e valida nuove metodiche di analisi quantitativa del difetto osseo, integrandole con un innovativo sistema di classificazione oggettivo. Il metodo iniziale si basa su un approccio manuale fortemente dipendente dalla morfologia ossea: la palpazione dei punti di repere è delegata integralmente all’operatore. La seconda metodologia, sebbene sia anch’essa manuale, mediante la standardizzazione dei settori angolari riduce la dipendenza dall’operatore. Infine, la terza metodologia prevede la completa automatizzazione della procedura, eliminando il contributo dell’operatore mediante uno standard operativo di suddivisione dei settori e l’impiego del raycasting per lo studio quantitativo. L’analisi di riproducibilità evidenzia un’alta variabilità tra operatori e una bassa variabilità tra procedure, dunque, ciò consente di sostituire la metodica morfologico-dipendente con quella standardizzata, in direzione di una completa automatizzazione del processo valutativo. Tuttavia, sia a causa della scarsa numerosità del dataset sia a causa dell’alta variabilità morfologica del danno osseo, è risultato impossibile determinare un’univoca correlazione tra la classificazione del difetto e l’impianto protesico adottato. In conclusione, se da una parte la metodica presentata consente di adottare un sistema di classificazione quantitativo, dall’altra sarà necessario approfondire lo studio con un dataset più ampio e adottare un modello statistico di forma per la ricostruzione dell’acetabolo danneggiato, superando i limiti di eventuali casi bilaterali o affetti da dismetria pelvica.
Abstract
Al momento, i più comuni sistemi di classificazione impiegati nella valutazione dei difetti ossei acetabolari si basano su immagini radiografiche bidimensionali e sull’esperienza dei clinici, fattori che ne limitano la riproducibilità ed evidenziano la necessità di adottare un metodo di analisi oggettivo del danno osseo acetabolare. Il presente lavoro, condotto come studio retrospettivo, propone, sviluppa e valida nuove metodiche di analisi quantitativa del difetto osseo, integrandole con un innovativo sistema di classificazione oggettivo. Il metodo iniziale si basa su un approccio manuale fortemente dipendente dalla morfologia ossea: la palpazione dei punti di repere è delegata integralmente all’operatore. La seconda metodologia, sebbene sia anch’essa manuale, mediante la standardizzazione dei settori angolari riduce la dipendenza dall’operatore. Infine, la terza metodologia prevede la completa automatizzazione della procedura, eliminando il contributo dell’operatore mediante uno standard operativo di suddivisione dei settori e l’impiego del raycasting per lo studio quantitativo. L’analisi di riproducibilità evidenzia un’alta variabilità tra operatori e una bassa variabilità tra procedure, dunque, ciò consente di sostituire la metodica morfologico-dipendente con quella standardizzata, in direzione di una completa automatizzazione del processo valutativo. Tuttavia, sia a causa della scarsa numerosità del dataset sia a causa dell’alta variabilità morfologica del danno osseo, è risultato impossibile determinare un’univoca correlazione tra la classificazione del difetto e l’impianto protesico adottato. In conclusione, se da una parte la metodica presentata consente di adottare un sistema di classificazione quantitativo, dall’altra sarà necessario approfondire lo studio con un dataset più ampio e adottare un modello statistico di forma per la ricostruzione dell’acetabolo danneggiato, superando i limiti di eventuali casi bilaterali o affetti da dismetria pelvica.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Gubbellini, Davide
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
CURRICULUM BIOMECCANICA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Analisi Quantitativa, Analisi di Riproducibilità, Revisione d'Anca, Impianto Acetabolare, Protesi d'Anca, Biomeccanica, Classificazione Difetto Osseo, Automatizzazione
Data di discussione della Tesi
27 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Gubbellini, Davide
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
CURRICULUM BIOMECCANICA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Analisi Quantitativa, Analisi di Riproducibilità, Revisione d'Anca, Impianto Acetabolare, Protesi d'Anca, Biomeccanica, Classificazione Difetto Osseo, Automatizzazione
Data di discussione della Tesi
27 Marzo 2026
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