Pezzotti, Silvia
(2026)
Narrazioni audiovisive della strategia della tensione: costruzione del consenso, manipolazione e controinformazione.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Cinema, televisione e produzione multimediale [LM-DM270], Documento full-text non disponibile
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Abstract
Il seguente elaborato analizza come la “strategia della tensione” sia stata rappresentata in ambito audiovisivo durante gli anni di piombo, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta. In un contesto segnato da stragi, terrorismo e instabilità politica, la violenza fu spesso interpretata come parte di un disegno eversivo volto a diffondere paura e a favorire svolte autoritarie, talvolta con il coinvolgimento di settori deviati dello Stato.
Eventi come Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l’Italicus e la strage di Bologna alimentarono un clima emergenziale, sostenuto anche da narrazioni mediatiche parziali o manipolatorie, tra depistaggi e criminalizzazione delle sinistre.
La tesi mette a confronto le rappresentazioni mainstream, spesso allineate alle versioni ufficiali, con le produzioni indipendenti e militanti, che attraverso cinema militante e videoarte costruirono contro-narrazioni critiche. Film come quelli di Elio Petri e Marco Bellocchio e le esperienze dei collettivi militanti mostrano come l’audiovisivo abbia svolto un ruolo centrale nella formazione dell’immaginario collettivo.
La ricerca evidenzia così la funzione politica delle immagini e il valore del cinema indipendente come forma di resistenza culturale e di preservazione della memoria critica di quegli anni.
Abstract
Il seguente elaborato analizza come la “strategia della tensione” sia stata rappresentata in ambito audiovisivo durante gli anni di piombo, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta. In un contesto segnato da stragi, terrorismo e instabilità politica, la violenza fu spesso interpretata come parte di un disegno eversivo volto a diffondere paura e a favorire svolte autoritarie, talvolta con il coinvolgimento di settori deviati dello Stato.
Eventi come Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l’Italicus e la strage di Bologna alimentarono un clima emergenziale, sostenuto anche da narrazioni mediatiche parziali o manipolatorie, tra depistaggi e criminalizzazione delle sinistre.
La tesi mette a confronto le rappresentazioni mainstream, spesso allineate alle versioni ufficiali, con le produzioni indipendenti e militanti, che attraverso cinema militante e videoarte costruirono contro-narrazioni critiche. Film come quelli di Elio Petri e Marco Bellocchio e le esperienze dei collettivi militanti mostrano come l’audiovisivo abbia svolto un ruolo centrale nella formazione dell’immaginario collettivo.
La ricerca evidenzia così la funzione politica delle immagini e il valore del cinema indipendente come forma di resistenza culturale e di preservazione della memoria critica di quegli anni.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Pezzotti, Silvia
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Strategia della tensione, anni di piombo, Compromesso storico, Aldo Moro, Terrorismo rosso, terrorismo nero, cinema militante, cinema politico, videoarte, controinformazione, Elio Petri, Marco Bellocchio, pluralismo informativo, memoria collettiva
Data di discussione della Tesi
25 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Pezzotti, Silvia
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Strategia della tensione, anni di piombo, Compromesso storico, Aldo Moro, Terrorismo rosso, terrorismo nero, cinema militante, cinema politico, videoarte, controinformazione, Elio Petri, Marco Bellocchio, pluralismo informativo, memoria collettiva
Data di discussione della Tesi
25 Marzo 2026
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