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Abstract
La crescente complessità delle infrastrutture IT moderne, caratterizzate da sistemi distribuiti, ha reso sempre più evidente l’inadeguatezza della gestione manuale dei server. In questo contesto si affermano il paradigma DevOps e l’Infrastructure as Code (IaC), che consentono di descrivere e gestire l’infrastruttura tramite codice, garantendo automazione, ripetibilità e coerenza operativa. La presente tesi analizza l’evoluzione delle infrastrutture informatiche dalle architetture tradizionali centralizzate ai sistemi distribuiti, approfondendo concetti quali scalabilità, tolleranza ai guasti e teorema CAP. Viene esaminato il ruolo dell’Infrastructure as Code e della configuration management come strumenti fondamentali per superare i limiti della gestione manuale e prevenire fenomeni di configuration drift.
Il lavoro si concentra sull’utilizzo di Ansible come strumento di automazione agentless per la gestione della configurazione. Dopo averne illustrato architettura, principi di funzionamento e caratteristiche principali, viene presentato un progetto sviluppato durante un’esperienza di tirocinio, finalizzato alla progettazione e automazione di un’infrastruttura basata su cluster containerizzati tramite K3s.
Attraverso la realizzazione di playbook modulari e idempotenti, è stata automatizzata la configurazione dei nodi master e worker, garantendo scalabilità, coerenza e semplicità di estensione. Il lavoro dimostra come l’automazione infrastrutturale, integrata nei processi DevOps, contribuisca a migliorare affidabilità, manutenibilità ed efficienza operativa nei sistemi distribuiti.
Abstract
La crescente complessità delle infrastrutture IT moderne, caratterizzate da sistemi distribuiti, ha reso sempre più evidente l’inadeguatezza della gestione manuale dei server. In questo contesto si affermano il paradigma DevOps e l’Infrastructure as Code (IaC), che consentono di descrivere e gestire l’infrastruttura tramite codice, garantendo automazione, ripetibilità e coerenza operativa. La presente tesi analizza l’evoluzione delle infrastrutture informatiche dalle architetture tradizionali centralizzate ai sistemi distribuiti, approfondendo concetti quali scalabilità, tolleranza ai guasti e teorema CAP. Viene esaminato il ruolo dell’Infrastructure as Code e della configuration management come strumenti fondamentali per superare i limiti della gestione manuale e prevenire fenomeni di configuration drift.
Il lavoro si concentra sull’utilizzo di Ansible come strumento di automazione agentless per la gestione della configurazione. Dopo averne illustrato architettura, principi di funzionamento e caratteristiche principali, viene presentato un progetto sviluppato durante un’esperienza di tirocinio, finalizzato alla progettazione e automazione di un’infrastruttura basata su cluster containerizzati tramite K3s.
Attraverso la realizzazione di playbook modulari e idempotenti, è stata automatizzata la configurazione dei nodi master e worker, garantendo scalabilità, coerenza e semplicità di estensione. Il lavoro dimostra come l’automazione infrastrutturale, integrata nei processi DevOps, contribuisca a migliorare affidabilità, manutenibilità ed efficienza operativa nei sistemi distribuiti.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea)
Autore della tesi
Barone, Benedetta
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Ansible,DevOps,Configuration Management,Playbook,Idempotenza
Data di discussione della Tesi
13 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Barone, Benedetta
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Ansible,DevOps,Configuration Management,Playbook,Idempotenza
Data di discussione della Tesi
13 Marzo 2026
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