Abstract
L’elaborato analizza il potenziale dei transistor elettrochimici organici (OECT) come strumenti innovativi per la diagnosi precoce e il monitoraggio del morbo di Alzheimer, la forma più comune di demenza. L’accumulo di beta-amiloide e la formazione di grovigli neurofibrillari di tau iperfosforilata rappresentano i principali meccanismi alla base della neurodegenerazione, un processo che ha inizio anni prima della comparsa dei sintomi clinici. In questo contesto, la disponibilità di tecniche diagnostiche sensibili nelle fasi iniziali risulta fondamentale. La tesi descrive gli aspetti anatomici e fisiopatologici della malattia, con particolare attenzione ai meccanismi molecolari responsabili dell’accumulo di beta-amiloide e tau, ed esamina le principali metodiche diagnostiche attualmente impiegate, evidenziando i possibili benefici derivanti dall’introduzione degli OECT in ambito clinico. I transistor elettrochimici organici sono dispositivi bioelettronici in grado di convertire segnali ionici in variazioni di corrente elettrica. Vengono illustrati la loro struttura, il principio di funzionamento e l’applicazione nella rilevazione di vescicole extracellulari sieriche contenenti biomarcatori dell’Alzheimer, consentendo una quantificazione rapida e sensibile delle particelle patologiche. Gli OECT si configurano quindi come una promettente piattaforma point-of-care per test ultrarapidi e minimamente invasivi, contribuendo a migliorare la diagnosi precoce e il monitoraggio terapeutico della malattia.

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