Barone Raimondo, Fabiana
(2026)
FFT per Analog In-Memory Computing: dal mapping all’ottimizzazione per dispositivi a cambiamento di fase.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria elettronica [LM-DM270], Documento full-text non disponibile
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Abstract
La tesi studia l’implementazione di operatori in frequenza sfruttando la tecnologia Analog in-Memory Computing basata su array resistivi implementati mediante una architettura proprietaria, dove l’operazione base di Matrix-Vector Multiplication (MVM) è eseguita nel dominio analogico tenendo conto di tutte le non idealità dell’hardware. Inizialmente si introduce la Discrete Fourier Transform (DFT) one-shot come punto di riferimento ed operazione elementare. Successivamente si passa all’implementazione della Fast Fourier Transform (FFT) con algoritmo radix-2, dimostrando che è penalizzata dall’accumulo di errori legato a conversioni ripetute per stadio. Ciò introduce il passaggio ad una versione ottimizzata basata su strategia mixed-radix, riorganizzata per ridurre i punti critici di conversione e favorire il riuso degli operatori. La pipeline viene ottimizzata in due varianti, evidenziando il compromesso tra vincoli architetturali e qualità. La valutazione quantitativa, se segnali mono, bi e tri-frequenziali, mostra un netto miglioramento rispetto alla baseline, con riduzione del massimo mediano dell’errore spettrale fino a circa 8 dB.
Abstract
La tesi studia l’implementazione di operatori in frequenza sfruttando la tecnologia Analog in-Memory Computing basata su array resistivi implementati mediante una architettura proprietaria, dove l’operazione base di Matrix-Vector Multiplication (MVM) è eseguita nel dominio analogico tenendo conto di tutte le non idealità dell’hardware. Inizialmente si introduce la Discrete Fourier Transform (DFT) one-shot come punto di riferimento ed operazione elementare. Successivamente si passa all’implementazione della Fast Fourier Transform (FFT) con algoritmo radix-2, dimostrando che è penalizzata dall’accumulo di errori legato a conversioni ripetute per stadio. Ciò introduce il passaggio ad una versione ottimizzata basata su strategia mixed-radix, riorganizzata per ridurre i punti critici di conversione e favorire il riuso degli operatori. La pipeline viene ottimizzata in due varianti, evidenziando il compromesso tra vincoli architetturali e qualità. La valutazione quantitativa, se segnali mono, bi e tri-frequenziali, mostra un netto miglioramento rispetto alla baseline, con riduzione del massimo mediano dell’errore spettrale fino a circa 8 dB.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Barone Raimondo, Fabiana
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
INGEGNERIA ELETTRONICA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
AiMC, MVM, DFT, FFT, radix-2, mixed-radix, ottimizzazione
Data di discussione della Tesi
5 Febbraio 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Barone Raimondo, Fabiana
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
INGEGNERIA ELETTRONICA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
AiMC, MVM, DFT, FFT, radix-2, mixed-radix, ottimizzazione
Data di discussione della Tesi
5 Febbraio 2026
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