Bandinelli, Michele
(2025)
Analisi dello stato dell’arte dei sistemi di stoccaggio dell’idrogeno per applicazioni aerospaziali.
[Laurea], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria aerospaziale [L-DM270] - Forli', Documento full-text non disponibile
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Abstract
La tesi analizza lo stato dell’arte dei serbatoi per idrogeno liquido (LH₂) in aviazione, con focus su materiali, architetture e integrazione aeronautica. Dopo aver motivato la transizione energetica (limiti delle misure incrementali, impatto non-CO₂), si confrontano GH₂, LH₂ e Jet-A1: l’H₂ ha altissimo potere calorifico specifico ma bassa densità volumetrica; il LH₂ triplica la densità del GH₂ e consente pressioni di esercizio modeste, al prezzo di criogenia (~20 K), isolamento spinto e gestione del boil-off. Il cuore progettuale è il tank-system: forma a basso rapporto superficie/volume (sfera o cilindro con fondi emisferici), isolamento vacuum-jacketed con MLI, dimensionamento di MEOP/venting e strategie di riempimento (95–98%) per garantire ullage. Sul piano dei materiali, le leghe di alluminio costituiscono la baseline per robustezza e costo; i compositi CFRP con liner offrono alleggerimento ma introducono trade-off (permeazione, CTE mismatch, cicli termici). Sono discussi i fenomeni critici — heat-inleak, boil-off, permeazione, fragilizzazione H-indotta, buckling della camicia in vuoto — e le relative mitigazioni (tenute e linee vacuum-jacketed, sensori H₂ in intercapedine, leak detection e vent sizing per loss-of-vacuum). La parte applicativa mappa programmi e dimostratori: A380 Hydrogen Demonstrator/ZEDC di Airbus (industrializzazione e sistemi LH₂→GH₂), approcci modulari retrofit (Universal Hydrogen), ricerca materiali/strutture (CHATT, fLHYing, NLR) e linee guida di sistema (ATI FlyZero, GKN per catene MW-class). In conclusione, una prima generazione di aeromobili LH₂ è tecnicamente plausibile con serbatoi Al o CFRP+liner, isolamento MLI+vuoto e integrazione fusoliera-centrica; la seconda generazione punterà a innalzare l’efficienza gravimetrica e a ridurre il boil-off, abilitando un contributo concreto alla decarbonizzazione del trasporto aereo.
Abstract
La tesi analizza lo stato dell’arte dei serbatoi per idrogeno liquido (LH₂) in aviazione, con focus su materiali, architetture e integrazione aeronautica. Dopo aver motivato la transizione energetica (limiti delle misure incrementali, impatto non-CO₂), si confrontano GH₂, LH₂ e Jet-A1: l’H₂ ha altissimo potere calorifico specifico ma bassa densità volumetrica; il LH₂ triplica la densità del GH₂ e consente pressioni di esercizio modeste, al prezzo di criogenia (~20 K), isolamento spinto e gestione del boil-off. Il cuore progettuale è il tank-system: forma a basso rapporto superficie/volume (sfera o cilindro con fondi emisferici), isolamento vacuum-jacketed con MLI, dimensionamento di MEOP/venting e strategie di riempimento (95–98%) per garantire ullage. Sul piano dei materiali, le leghe di alluminio costituiscono la baseline per robustezza e costo; i compositi CFRP con liner offrono alleggerimento ma introducono trade-off (permeazione, CTE mismatch, cicli termici). Sono discussi i fenomeni critici — heat-inleak, boil-off, permeazione, fragilizzazione H-indotta, buckling della camicia in vuoto — e le relative mitigazioni (tenute e linee vacuum-jacketed, sensori H₂ in intercapedine, leak detection e vent sizing per loss-of-vacuum). La parte applicativa mappa programmi e dimostratori: A380 Hydrogen Demonstrator/ZEDC di Airbus (industrializzazione e sistemi LH₂→GH₂), approcci modulari retrofit (Universal Hydrogen), ricerca materiali/strutture (CHATT, fLHYing, NLR) e linee guida di sistema (ATI FlyZero, GKN per catene MW-class). In conclusione, una prima generazione di aeromobili LH₂ è tecnicamente plausibile con serbatoi Al o CFRP+liner, isolamento MLI+vuoto e integrazione fusoliera-centrica; la seconda generazione punterà a innalzare l’efficienza gravimetrica e a ridurre il boil-off, abilitando un contributo concreto alla decarbonizzazione del trasporto aereo.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea)
Autore della tesi
Bandinelli, Michele
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Idrogeno liquido, serbatoi criogenici, isolamento, MLI, vacuum-jacketed, boil-off, heat-inleak, venting, ullage, efficienza gravimetrica, liner, fuelcell, leak detection, piping, quick-connect, slosh, baffles, loss-of-vacuum, health monitoring, retrofit, ironbird, flyzero
Data di discussione della Tesi
30 Ottobre 2025
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Bandinelli, Michele
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Idrogeno liquido, serbatoi criogenici, isolamento, MLI, vacuum-jacketed, boil-off, heat-inleak, venting, ullage, efficienza gravimetrica, liner, fuelcell, leak detection, piping, quick-connect, slosh, baffles, loss-of-vacuum, health monitoring, retrofit, ironbird, flyzero
Data di discussione della Tesi
30 Ottobre 2025
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