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Abstract
Se un tempo la sorveglianza era statale, centralizzata ed esercitata attraverso l'isolamento, oggi è invece privata, democraticamente diffusa e praticata dagli individui della società attraverso la partecipazione e la condivisione di informazioni. Negli ultimi vent'anni il capitalismo della sorveglianza si è imposto come logica economica dominante del mondo digitale, conquistando la quasi totalità del suo spazio ed estendendosi fino alla realtà fisica, applicando i principi della sorveglianza per ottenere guadagni economici. Le capacità della sorveglianza digitale permettono di prevedere i comportamenti futuri degli individui e di azionare meccanismi di modifica dei comportamenti per governare i rischi e ristabilire l'ordine del sistema socio-economico. Tutte le esperienze umane che non sono quantificabili o sfruttabili come input economici vengono progressivamente incorporate tecnologicamente o neutralizzate. Le conseguenze politiche, sociali e antropologiche di questi processi modificano profondamente la nostra concezione di libertà e autonomia.

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