Pasquin, Andrea
(2025)
La percezione dello spazio urbano di Verona attraverso il paesaggio linguistico in lingua veneta.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Geografia e processi territoriali [LM-DM270]
Documenti full-text disponibili:
![[thumbnail of Thesis]](https://amslaurea.unibo.it/style/images/fileicons/application_pdf.png) |
Documento PDF (Thesis)
Disponibile con Licenza: Salvo eventuali più ampie autorizzazioni dell'autore, la tesi può essere liberamente consultata e può essere effettuato il salvataggio e la stampa di una copia per fini strettamente personali di studio, di ricerca e di insegnamento, con espresso divieto di qualunque utilizzo direttamente o indirettamente commerciale. Ogni altro diritto sul materiale è riservato
Download (1MB)
|
Abstract
La ricerca analizza la percezione dello spazio urbano di Verona attraverso il paesaggio linguistico in lingua veneta, esplorando il ruolo del dialetto veronese nell’identità locale e nell’attaccamento al territorio. Utilizzando gli strumenti della Geografia delle Lingue e della Geografia Politica, lo studio esamina come le dinamiche sociali, culturali e politiche si riflettano nel centro storico attraverso gli elementi testuali nello spazio urbano.
Dopo un inquadramento teorico sul concetto di paesaggio linguistico e sulle sue funzioni semiotiche e socio-politiche, la ricerca approfondisce la diffusione e la percezione della lingua veneta, sia nell’oralità che nella scrittura. Metodologicamente essa combina osservazione sul campo e interviste semi-strutturate, raccogliendo dati sulla percezione dell’identità veronese, dell’influenza del turismo e del valore simbolico del dialetto veronese.
L’analisi mostra che, sebbene il veneto conservi una forte connotazione identitaria e di appartenenza al territorio, il suo uso nello spazio pubblico è limitato a contesti enogastronomici e tradizionali, risultando marginale o assente nelle iniziative istituzionali e turistiche. Il paesaggio linguistico di Verona si configura come un terreno di negoziazione identitaria, in cui la lingua veneta assume un ruolo simbolico all’interno di uno spazio conteso con altre lingue, senza però un riconoscimento istituzionale che ne garantisca un uso più ampio.
La gentrificazione e il turismo globale stanno trasformando l’identità urbana, generando percezioni diverse tra le generazioni e influenzando l’uso del veneto nella quotidianità. Per emanciparsi dall’attuale dimensione simbolica, il dialetto dovrebbe attraversare un processo di de-folklorizzazione e normalizzazione, acquisendo dignità anche nella scrittura e ampliando il suo impiego in nuovi ambiti comunicativi di tipo funzionale, trasformandosi in un mezzo per la territorializzazione dell’identità culturale veronese su più ampia scala.
Abstract
La ricerca analizza la percezione dello spazio urbano di Verona attraverso il paesaggio linguistico in lingua veneta, esplorando il ruolo del dialetto veronese nell’identità locale e nell’attaccamento al territorio. Utilizzando gli strumenti della Geografia delle Lingue e della Geografia Politica, lo studio esamina come le dinamiche sociali, culturali e politiche si riflettano nel centro storico attraverso gli elementi testuali nello spazio urbano.
Dopo un inquadramento teorico sul concetto di paesaggio linguistico e sulle sue funzioni semiotiche e socio-politiche, la ricerca approfondisce la diffusione e la percezione della lingua veneta, sia nell’oralità che nella scrittura. Metodologicamente essa combina osservazione sul campo e interviste semi-strutturate, raccogliendo dati sulla percezione dell’identità veronese, dell’influenza del turismo e del valore simbolico del dialetto veronese.
L’analisi mostra che, sebbene il veneto conservi una forte connotazione identitaria e di appartenenza al territorio, il suo uso nello spazio pubblico è limitato a contesti enogastronomici e tradizionali, risultando marginale o assente nelle iniziative istituzionali e turistiche. Il paesaggio linguistico di Verona si configura come un terreno di negoziazione identitaria, in cui la lingua veneta assume un ruolo simbolico all’interno di uno spazio conteso con altre lingue, senza però un riconoscimento istituzionale che ne garantisca un uso più ampio.
La gentrificazione e il turismo globale stanno trasformando l’identità urbana, generando percezioni diverse tra le generazioni e influenzando l’uso del veneto nella quotidianità. Per emanciparsi dall’attuale dimensione simbolica, il dialetto dovrebbe attraversare un processo di de-folklorizzazione e normalizzazione, acquisendo dignità anche nella scrittura e ampliando il suo impiego in nuovi ambiti comunicativi di tipo funzionale, trasformandosi in un mezzo per la territorializzazione dell’identità culturale veronese su più ampia scala.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Pasquin, Andrea
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
paesaggio linguistico, geografia, geografia delle lingue, geografia politica, geografia del turismo, spazio conteso, lingua veneta, dialetto veronese, appartenenza, identità
Data di discussione della Tesi
25 Marzo 2025
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Pasquin, Andrea
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
paesaggio linguistico, geografia, geografia delle lingue, geografia politica, geografia del turismo, spazio conteso, lingua veneta, dialetto veronese, appartenenza, identità
Data di discussione della Tesi
25 Marzo 2025
URI
Statistica sui download
Gestione del documento: