Liguori, Giulia
(2025)
Decostruire i binarismi: pratiche di cura, intersezionalità e geografie più che umane nei Rifugi di Animali Liberi.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Geografia e processi territoriali [LM-DM270]
Documenti full-text disponibili:
![[thumbnail of Thesis]](https://amslaurea.unibo.it/style/images/fileicons/application_pdf.png) |
Documento PDF (Thesis)
Disponibile con Licenza: Salvo eventuali più ampie autorizzazioni dell'autore, la tesi può essere liberamente consultata e può essere effettuato il salvataggio e la stampa di una copia per fini strettamente personali di studio, di ricerca e di insegnamento, con espresso divieto di qualunque utilizzo direttamente o indirettamente commerciale. Ogni altro diritto sul materiale è riservato
Download (1MB)
|
Abstract
Il presente lavoro analizza le opposizioni binarie – uomo/animale, cultura/natura, razionale/irrazionale – che storicamente hanno giustificato il dominio di alcuni gruppi, alimentando sistemi oppressivi quali patriarcato, colonialismo e specismo. Attraverso le lenti delle geografie animali, più-che-umane e l'ecofemminismo antispecista, la tesi dimostra come l'organizzazione dello spazio rifletta le relazioni di potere tra umani e non umani, evidenziando che il dominio sulle soggettività sia umane che non è costruito materialmente mediante le dinamiche dualistiche della modernità capitalista.
Il caso studio dei rifugi di animali liberi, legato a prospettive geografiche, ecofemministe antispeciste, queer e decoloniali, evidenzia come tali spazi possano configurarsi come laboratori politici e territoriali di resistenza, dove le pratiche di cura e la reciprocità ridefiniscono i rapporti tra specie e propongono modelli alternativi di convivenza multispecie. Le teorie delle geografie animali, in sinergia con l'ecofemminismo antispecista, offrono strumenti analitici per decostruire il dualismo natura/cultura e suggerire nuove modalità di interazione tra esseri viventi.
L'approccio metodologico integra analisi documentale, interviste e osservazione partecipante, permettendomi di raccogliere dati empirici sulle pratiche quotidiane nei rifugi, rivelando come questi spazi contestino le logiche di sfruttamento antropocentriche. La tesi sostiene che il superamento delle gerarchie di specie, genere, razza e ambiente richiede un'azione congiunta di lotte antispeciste, transfemministe e antirazziste, aprendo la strada verso una nuova etica della cura e della convivenza. In conclusione, i rifugi di animali liberi emergono come esempi pionieristici per la trasformazione delle relazioni socio-ecologiche e la costruzione di un territorio in cui le pratiche di cura e l'interazione multispecie possono contribuire a superare le logiche di dominio.
Abstract
Il presente lavoro analizza le opposizioni binarie – uomo/animale, cultura/natura, razionale/irrazionale – che storicamente hanno giustificato il dominio di alcuni gruppi, alimentando sistemi oppressivi quali patriarcato, colonialismo e specismo. Attraverso le lenti delle geografie animali, più-che-umane e l'ecofemminismo antispecista, la tesi dimostra come l'organizzazione dello spazio rifletta le relazioni di potere tra umani e non umani, evidenziando che il dominio sulle soggettività sia umane che non è costruito materialmente mediante le dinamiche dualistiche della modernità capitalista.
Il caso studio dei rifugi di animali liberi, legato a prospettive geografiche, ecofemministe antispeciste, queer e decoloniali, evidenzia come tali spazi possano configurarsi come laboratori politici e territoriali di resistenza, dove le pratiche di cura e la reciprocità ridefiniscono i rapporti tra specie e propongono modelli alternativi di convivenza multispecie. Le teorie delle geografie animali, in sinergia con l'ecofemminismo antispecista, offrono strumenti analitici per decostruire il dualismo natura/cultura e suggerire nuove modalità di interazione tra esseri viventi.
L'approccio metodologico integra analisi documentale, interviste e osservazione partecipante, permettendomi di raccogliere dati empirici sulle pratiche quotidiane nei rifugi, rivelando come questi spazi contestino le logiche di sfruttamento antropocentriche. La tesi sostiene che il superamento delle gerarchie di specie, genere, razza e ambiente richiede un'azione congiunta di lotte antispeciste, transfemministe e antirazziste, aprendo la strada verso una nuova etica della cura e della convivenza. In conclusione, i rifugi di animali liberi emergono come esempi pionieristici per la trasformazione delle relazioni socio-ecologiche e la costruzione di un territorio in cui le pratiche di cura e l'interazione multispecie possono contribuire a superare le logiche di dominio.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Liguori, Giulia
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
geografie più che umane, geografie animali, intersezionalità, antispecismo, spazi di resistenza, ecofemminismo, ecofemminismo antispecista, rifugi di animali liberi, lotte intersezionali, biopotere, produzione e riproduzione, pratiche di cura, convivenza multispecie, antispecismo queer, interviste semistrutturate, movimenti controsistemici, forme di vita alternative
Data di discussione della Tesi
25 Marzo 2025
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Liguori, Giulia
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
geografie più che umane, geografie animali, intersezionalità, antispecismo, spazi di resistenza, ecofemminismo, ecofemminismo antispecista, rifugi di animali liberi, lotte intersezionali, biopotere, produzione e riproduzione, pratiche di cura, convivenza multispecie, antispecismo queer, interviste semistrutturate, movimenti controsistemici, forme di vita alternative
Data di discussione della Tesi
25 Marzo 2025
URI
Statistica sui download
Gestione del documento: