Bedetti, Alice
(2026)
L'integrazione tra architettura e ingegneria nell'opera di Interstudio: metodo, struttura e spazio.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria edile-architettura [LM-DM270], Documento full-text non disponibile
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Abstract
La tesi indaga attraverso l’analisi di alcune opere la sinergia tra valenze architettoniche e ingegneristiche frutto della collaborazione tra Antonio Vecchi, Yasuo Watanabe, Carlo Ripanti ed Ernesto Olmeda, un gruppo di giovani laureati che negli anni Settanta a Pesaro da’ vita a Interstudio.
Il primo capitolo ricostruisce la nascita e l’approccio teorico dei componenti di Interstudio nel panorama italiano e internazionale del secondo Novecento e in particolare l’influenza esercitata da Giancarlo De Carlo da cui deriva la loro idea di architettura intesa come struttura sociale aperta.
La tesi si concentra inizialmente sull’edilizia scolastica, analizzando alcuni dei plessi realizzati in piccoli centri del centro Italia in cui si ravvisa il superamento del modello della “scuola-caserma” a favore di spazi fluidi e capaci di configurarsi come infrastrutture sociali, integrate nel contesto.
Il tema dell’edilizia sportiva è approfondito attraverso l’analisi dello Stadio di Ōita e il nuovo Palasport di Pesaro, nei quali le relazioni tra forma e struttura trovano espressione nella soluzione delle grandi campate, nella gestione dei flussi e l’inserimento dei grandi complessi nella scala urbana e paesaggistica.
L’architettura scolastica in Giappone viene sviluppata sotto l’influenza della matrice culturale nipponica di Yasuo Watanabe e del pensiero metabolista. La Health Science University e gli interventi realizzati a Osaka e Tokyo evidenziano la capacità di Interstudio di adattare il proprio metodo a contesti culturali e paesaggistici differenti.
Infine, vengono analizzati edifici collettivi, dagli interventi direzionali e infrastrutturali alle architetture religiose e sociosanitarie realizzate in particolare negli ultimi anni.
Emerge in conclusione nell’opera di Interstudio una sintesi tra interdisciplinarità e attenzione sociale, tra questioni etiche e formali in grado di generare un linguaggio coerente con le dinamiche delle comunità interessate dalla loro opera.
Abstract
La tesi indaga attraverso l’analisi di alcune opere la sinergia tra valenze architettoniche e ingegneristiche frutto della collaborazione tra Antonio Vecchi, Yasuo Watanabe, Carlo Ripanti ed Ernesto Olmeda, un gruppo di giovani laureati che negli anni Settanta a Pesaro da’ vita a Interstudio.
Il primo capitolo ricostruisce la nascita e l’approccio teorico dei componenti di Interstudio nel panorama italiano e internazionale del secondo Novecento e in particolare l’influenza esercitata da Giancarlo De Carlo da cui deriva la loro idea di architettura intesa come struttura sociale aperta.
La tesi si concentra inizialmente sull’edilizia scolastica, analizzando alcuni dei plessi realizzati in piccoli centri del centro Italia in cui si ravvisa il superamento del modello della “scuola-caserma” a favore di spazi fluidi e capaci di configurarsi come infrastrutture sociali, integrate nel contesto.
Il tema dell’edilizia sportiva è approfondito attraverso l’analisi dello Stadio di Ōita e il nuovo Palasport di Pesaro, nei quali le relazioni tra forma e struttura trovano espressione nella soluzione delle grandi campate, nella gestione dei flussi e l’inserimento dei grandi complessi nella scala urbana e paesaggistica.
L’architettura scolastica in Giappone viene sviluppata sotto l’influenza della matrice culturale nipponica di Yasuo Watanabe e del pensiero metabolista. La Health Science University e gli interventi realizzati a Osaka e Tokyo evidenziano la capacità di Interstudio di adattare il proprio metodo a contesti culturali e paesaggistici differenti.
Infine, vengono analizzati edifici collettivi, dagli interventi direzionali e infrastrutturali alle architetture religiose e sociosanitarie realizzate in particolare negli ultimi anni.
Emerge in conclusione nell’opera di Interstudio una sintesi tra interdisciplinarità e attenzione sociale, tra questioni etiche e formali in grado di generare un linguaggio coerente con le dinamiche delle comunità interessate dalla loro opera.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Bedetti, Alice
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
CURRICULUM INGEGNERIA EDILE ARCHITETTURA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Architettura, Ingegneria, Interstudio, struttura, spazio, integrazione, sinergia, Movimento Moderno, Giancarlo De Carlo, Marche, Giappone, Italia
Data di discussione della Tesi
7 Ottobre 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Bedetti, Alice
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
CURRICULUM INGEGNERIA EDILE ARCHITETTURA
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Architettura, Ingegneria, Interstudio, struttura, spazio, integrazione, sinergia, Movimento Moderno, Giancarlo De Carlo, Marche, Giappone, Italia
Data di discussione della Tesi
7 Ottobre 2026
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