Ghini, Federico
(2026)
La GenAI come partner cognitivo per la riduzione dei bias nel Design Thinking, dalla design fixation al say/do gap.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria gestionale [LM-DM270], Documento full-text non disponibile
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Abstract
La tesi indaga se un agente conversazionale basato su IA generativa, configurato in modo da porre domande e sollevare obiezioni anziché proporre soluzioni, possa ridurre l'incidenza di bias cognitivi nel lavoro individuale di Design Thinking. Due i bias considerati: la design fixation, indagata empiricamente, e il say/do gap, argomentato in via deduttiva a partire dal quadro di Liedtka. La metodologia adottata è la Design Science Research, che tiene separato il momento in cui l'ipotesi viene formulata da quello in cui viene messa alla prova. L'ipotesi nasce da due progetti di ridisegno di processo condotti presso Amadori nell'ambito di un tirocinio curriculare. La verifica avviene su un caso diverso: uno studio con quattordici partecipanti esterni, impegnati in un esercizio breve su uno scenario costruito. Il confronto riguarda il lavoro non assistito e il lavoro condotto con l'agente configurato. Una deviazione di protocollo, con parte dei partecipanti che ha impiegato un assistente generativo generico, offre un controesempio: a incidere sull'ampiezza dello spazio di soluzioni esplorato è la modalità di interazione, non la presenza dell'IA in sé. La numerosità ridotta del campione circoscrive la portata delle conclusioni.
Abstract
La tesi indaga se un agente conversazionale basato su IA generativa, configurato in modo da porre domande e sollevare obiezioni anziché proporre soluzioni, possa ridurre l'incidenza di bias cognitivi nel lavoro individuale di Design Thinking. Due i bias considerati: la design fixation, indagata empiricamente, e il say/do gap, argomentato in via deduttiva a partire dal quadro di Liedtka. La metodologia adottata è la Design Science Research, che tiene separato il momento in cui l'ipotesi viene formulata da quello in cui viene messa alla prova. L'ipotesi nasce da due progetti di ridisegno di processo condotti presso Amadori nell'ambito di un tirocinio curriculare. La verifica avviene su un caso diverso: uno studio con quattordici partecipanti esterni, impegnati in un esercizio breve su uno scenario costruito. Il confronto riguarda il lavoro non assistito e il lavoro condotto con l'agente configurato. Una deviazione di protocollo, con parte dei partecipanti che ha impiegato un assistente generativo generico, offre un controesempio: a incidere sull'ampiezza dello spazio di soluzioni esplorato è la modalità di interazione, non la presenza dell'IA in sé. La numerosità ridotta del campione circoscrive la portata delle conclusioni.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Ghini, Federico
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Design Thinking, Bias Cognitivi, Design fixation, AI, GenAI, Say/Do gap, Partner Cognitivo
Data di discussione della Tesi
5 Ottobre 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Ghini, Federico
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Design Thinking, Bias Cognitivi, Design fixation, AI, GenAI, Say/Do gap, Partner Cognitivo
Data di discussione della Tesi
5 Ottobre 2026
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