Camporesi, Luca
(2026)
Protesi retiniche fotovoltaiche per il ripristino della visione centrale nell’atrofia geografica da degenerazione maculare legata all’età: analisi tecnologica e clinica del sistema PRIMA.
[Laurea], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria biomedica [L-DM270] - Cesena, Documento full-text non disponibile
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Abstract
L’atrofia geografica da degenerazione maculare legata all’età causa progressiva perdita dei fotorecettori e, quando coinvolge la fovea, compromette la visione centrale. Il sistema PRIMA utilizza un microarray fotovoltaico subretinico per convertire immagini proiettate nel vicino infrarosso in stimolazione elettrica della retina interna residua.
La tesi valuta l’efficacia e la sicurezza di PRIMA mediante una revisione critica narrativa delle evidenze tecnologiche, precliniche e cliniche, con particolare attenzione allo studio multicentrico PRIMAvera e un confronto con Argus II, Alpha AMS e alternative meno invasive.
Le evidenze precliniche e le prime esperienze nell’uomo hanno documentato la possibilità di ottenere percezione centrale strutturata, utilizzabile insieme alla visione periferica naturale. In PRIMAvera, l’analisi primaria ha stimato a dodici mesi una proporzione di responder dell’80\%, definiti come pazienti con un guadagno di almeno 10 lettere ETDRS nella misurazione dell’acuità visiva. La risoluzione media senza ingrandimento, pari a circa 1,32 logMAR, è risultata coerente con quella prevista per i pixel da 100 µm; le prestazioni con zoom riflettono invece il funzionamento del sistema assistivo completo. Gli eventi avversi seri nel primo anno sono risultati associati soprattutto alla procedura chirurgica, mentre numerosità e follow-up limitano la valutazione dei rischi rari o tardivi.
Nel complesso, le evidenze supportano il recupero di informazione visiva centrale strutturata in pazienti selezionati con atrofia geografica foveale. Il supporto è più solido per l’acuità ad alto contrasto che per autonomia e qualità di vita. Il disegno degli studi non consente inoltre di separare quantitativamente il contributo del microarray da quello delle altre componenti e della riabilitazione. PRIMA rappresenta quindi un avanzamento rilevante nelle protesi retiniche, ma il beneficio nella vita quotidiana e la sicurezza a lungo termine richiedono ulteriori evidenze.
Abstract
L’atrofia geografica da degenerazione maculare legata all’età causa progressiva perdita dei fotorecettori e, quando coinvolge la fovea, compromette la visione centrale. Il sistema PRIMA utilizza un microarray fotovoltaico subretinico per convertire immagini proiettate nel vicino infrarosso in stimolazione elettrica della retina interna residua.
La tesi valuta l’efficacia e la sicurezza di PRIMA mediante una revisione critica narrativa delle evidenze tecnologiche, precliniche e cliniche, con particolare attenzione allo studio multicentrico PRIMAvera e un confronto con Argus II, Alpha AMS e alternative meno invasive.
Le evidenze precliniche e le prime esperienze nell’uomo hanno documentato la possibilità di ottenere percezione centrale strutturata, utilizzabile insieme alla visione periferica naturale. In PRIMAvera, l’analisi primaria ha stimato a dodici mesi una proporzione di responder dell’80\%, definiti come pazienti con un guadagno di almeno 10 lettere ETDRS nella misurazione dell’acuità visiva. La risoluzione media senza ingrandimento, pari a circa 1,32 logMAR, è risultata coerente con quella prevista per i pixel da 100 µm; le prestazioni con zoom riflettono invece il funzionamento del sistema assistivo completo. Gli eventi avversi seri nel primo anno sono risultati associati soprattutto alla procedura chirurgica, mentre numerosità e follow-up limitano la valutazione dei rischi rari o tardivi.
Nel complesso, le evidenze supportano il recupero di informazione visiva centrale strutturata in pazienti selezionati con atrofia geografica foveale. Il supporto è più solido per l’acuità ad alto contrasto che per autonomia e qualità di vita. Il disegno degli studi non consente inoltre di separare quantitativamente il contributo del microarray da quello delle altre componenti e della riabilitazione. PRIMA rappresenta quindi un avanzamento rilevante nelle protesi retiniche, ma il beneficio nella vita quotidiana e la sicurezza a lungo termine richiedono ulteriori evidenze.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea)
Autore della tesi
Camporesi, Luca
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Atrofia ,Geografica,Degenerazione,maculare,legata,Stimolazione, fotovoltaica,subretinica,Visione,centrale,Protesi,subretiniche,Sistema,PRIMA
Data di discussione della Tesi
25 Settembre 2026
URI
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Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Camporesi, Luca
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Atrofia ,Geografica,Degenerazione,maculare,legata,Stimolazione, fotovoltaica,subretinica,Visione,centrale,Protesi,subretiniche,Sistema,PRIMA
Data di discussione della Tesi
25 Settembre 2026
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