Pupo, Andrea
(2026)
Strategie per il miglioramento e la standardizzazione dei processi produttivi tramite Open+: il caso Philipp Morris Manufacturing & Technology Bologna S.p.A.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria meccanica [LM-DM270], Documento full-text non disponibile
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Abstract
Il presente elaborato nasce dall'esperienza di tirocinio svolta presso lo stabilimento di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna S.p.A. di Crespellano (BO) e tratta Open+, team di Operational Excellence, con cui l'azienda implementa i principi del World Class Manufacturing (WCM) nella propria realtà produttiva.
Il WCM è un sistema di gestione industriale orientato all'eliminazione degli sprechi e al miglioramento continuo, strutturato attorno a dieci pilastri tecnici e a quattro obiettivi fondamentali: zero infortuni, zero guasti, zero difetti, zero sprechi. Non impone però un modello unico: ogni azienda che lo adotta è chiamata a tradurlo nel proprio contesto. La trattazione si concentra sul pilastro dell'Autonomous Maintenance (AM) e sui
suoi strumenti operativi: le procedure di pulizia e ispezione (CIL), il controllo dei parametri di processo (CenterLine) e la riunione operativa di fine turno (Daily Direction Setting). A partire da queste metodologie, l'elaborato documenta attività
concrete svolte durante il tirocinio. E’ possibile analizzare come i risultati ottenuti siano accumunati da: trattare la causa, non il sintomo, e fissare la soluzione in uno standard che la renda ripetibile nel tempo.
Abstract
Il presente elaborato nasce dall'esperienza di tirocinio svolta presso lo stabilimento di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna S.p.A. di Crespellano (BO) e tratta Open+, team di Operational Excellence, con cui l'azienda implementa i principi del World Class Manufacturing (WCM) nella propria realtà produttiva.
Il WCM è un sistema di gestione industriale orientato all'eliminazione degli sprechi e al miglioramento continuo, strutturato attorno a dieci pilastri tecnici e a quattro obiettivi fondamentali: zero infortuni, zero guasti, zero difetti, zero sprechi. Non impone però un modello unico: ogni azienda che lo adotta è chiamata a tradurlo nel proprio contesto. La trattazione si concentra sul pilastro dell'Autonomous Maintenance (AM) e sui
suoi strumenti operativi: le procedure di pulizia e ispezione (CIL), il controllo dei parametri di processo (CenterLine) e la riunione operativa di fine turno (Daily Direction Setting). A partire da queste metodologie, l'elaborato documenta attività
concrete svolte durante il tirocinio. E’ possibile analizzare come i risultati ottenuti siano accumunati da: trattare la causa, non il sintomo, e fissare la soluzione in uno standard che la renda ripetibile nel tempo.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Pupo, Andrea
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
Impianti industriali
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
World Class Manufacturing, Operational Excellance, Sicurezza sul lavoro, Standardizzazione procedure produttive, 5s, Kaizen, Gemba, Lean Production, Lean Thinking
Data di discussione della Tesi
22 Luglio 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Pupo, Andrea
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
Impianti industriali
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
World Class Manufacturing, Operational Excellance, Sicurezza sul lavoro, Standardizzazione procedure produttive, 5s, Kaizen, Gemba, Lean Production, Lean Thinking
Data di discussione della Tesi
22 Luglio 2026
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