Ferri, Anna Maria
(2026)
Trattamenti a base di idrossiapatite e chitosano per la mitigazione del danno da sali nella pietra leccese e nei laterizi: uno studio sperimentale.
[Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in
Ingegneria edile - architettura [LM-DM270], Documento full-text non disponibile
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Abstract
Il degrado salino rappresenta uno dei principali meccanismi di alterazione dei materiali porosi. Attraverso cicli di imbibizione, evaporazione e cristallizzazione, i sali possono determinare efflorescenze, subflorescenze, perdita di coesione e disgregazione della matrice. La presente tesi analizza l’impiego combinato di idrossiapatite e chitosano su pietra leccese e laterizio sottoposti a cicli di imbibizione con soluzioni di cloruro di sodio e solfato di sodio, utilizzate per indurre e accelerare il degrado salino. Lo studio mira a valutare la possibilità di mitigare il danno e favorire condizioni di cristallizzazione meno dannose. La sperimentazione è stata articolata in due setup. Il primo ha avuto valore esplorativo e ha permesso di individuare criticità legate alla contaminazione, alla cristallizzazione su elementi esterni e alla difficoltà di attribuire i sali ai singoli campioni. Il secondo, grazie all’isolamento dei provini, ha fornito risultati più chiari. Il comportamento dei campioni è stato valutato mediante spazzolatura, filtrazione, osservazioni microscopiche e prove meccaniche. I risultati confermano che il danno da sali è strettamente legato all’interazione tra matrice porosa, acqua, tipologia di sale e condizioni ambientali. La pietra leccese ha mostrato una maggiore vulnerabilità, soprattutto nei confronti del solfato di sodio. Nei campioni trattati è stata osservata una maggiore facilità di rimozione dei sali superficiali, suggerendo una possibile riduzione dell’adesione dei cristalli al substrato o una modifica delle condizioni superficiali. Il trattamento combinato DAP/HAP e chitosano mostra potenzialità interessanti, ma richiede ulteriori approfondimenti per chiarirne efficacia, durabilità, compatibilità e applicabilità su materiali storici reali.
Abstract
Il degrado salino rappresenta uno dei principali meccanismi di alterazione dei materiali porosi. Attraverso cicli di imbibizione, evaporazione e cristallizzazione, i sali possono determinare efflorescenze, subflorescenze, perdita di coesione e disgregazione della matrice. La presente tesi analizza l’impiego combinato di idrossiapatite e chitosano su pietra leccese e laterizio sottoposti a cicli di imbibizione con soluzioni di cloruro di sodio e solfato di sodio, utilizzate per indurre e accelerare il degrado salino. Lo studio mira a valutare la possibilità di mitigare il danno e favorire condizioni di cristallizzazione meno dannose. La sperimentazione è stata articolata in due setup. Il primo ha avuto valore esplorativo e ha permesso di individuare criticità legate alla contaminazione, alla cristallizzazione su elementi esterni e alla difficoltà di attribuire i sali ai singoli campioni. Il secondo, grazie all’isolamento dei provini, ha fornito risultati più chiari. Il comportamento dei campioni è stato valutato mediante spazzolatura, filtrazione, osservazioni microscopiche e prove meccaniche. I risultati confermano che il danno da sali è strettamente legato all’interazione tra matrice porosa, acqua, tipologia di sale e condizioni ambientali. La pietra leccese ha mostrato una maggiore vulnerabilità, soprattutto nei confronti del solfato di sodio. Nei campioni trattati è stata osservata una maggiore facilità di rimozione dei sali superficiali, suggerendo una possibile riduzione dell’adesione dei cristalli al substrato o una modifica delle condizioni superficiali. Il trattamento combinato DAP/HAP e chitosano mostra potenzialità interessanti, ma richiede ulteriori approfondimenti per chiarirne efficacia, durabilità, compatibilità e applicabilità su materiali storici reali.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea magistrale)
Autore della tesi
Ferri, Anna Maria
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Chitosano, idrossiapatite, pietra leccese, laterizi, degrado accelerato, subflorescenze, sali
Data di discussione della Tesi
22 Luglio 2026
URI
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Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Ferri, Anna Maria
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Chitosano, idrossiapatite, pietra leccese, laterizi, degrado accelerato, subflorescenze, sali
Data di discussione della Tesi
22 Luglio 2026
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