Abstract
L’astronomia, per la sua natura sperimentale, è ideale per la didattica laboratoriale e l'applicazione del metodo scientifico. Questa tesi analizza le misconcezioni astronomiche degli studenti e propone laboratori mirati a sradicarle, basati sul learning by doing di Dewey e sulla didattica reale di Castoldi, in linea con le Indicazioni ministeriali. L'indagine ha coinvolto una classe terza media di dodici studenti con un'ora di scienze settimanale in modalità CLIL. Tramite il questionario iniziale "Quanto ne sai di astronomia?" sono emerse alcune lacune specifiche sulla disposizione dei pianeti e sulle fasi lunari. Per colmarle sono stati realizzati tre laboratori cooperativi e inclusivi: il primo ha previsto la creazione di un modello bidimensionale del sistema solare in polistirolo e ghiaia (interdisciplinarità tra Arte e Immagine e Scienze) per riflettere sulla reale disposizioni dei pianeti nel Sistema Solare e sulle reali distanze cosmiche; il secondo con l’utilizzo dei biscotti Oreo ha permesso di comprendere le fasi lunari, trasformando un errore di inversione delle fasi in uno spunto per passare dallo studio mnemonico al ragionamento logico; il terzo ha sfruttato un'attività motoria all'aperto per simulare le diverse velocità orbitali di Terra e Marte, permettendo agli alunni di dedurre sperimentalmente il modello eliocentrico prima dello studio teorico delle tesi tolemaica e copernicana. L’esperienza sottolinea come l’attuazione di attività pratiche possa favorire lo sviluppo di competenze solide e inclusive.

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