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Abstract
La memoria dei traumi collettivi si costruisce attraverso un delicato equilibrio tra silenzio e testimonianza. Il genocidio dei tutsi del 1994 in Ruanda interroga non solo la storiografia, ma anche la narrativa, chiamata a confrontarsi con la rappresentazione di un evento storico segnato dall’indicibilità del trauma e dalla necessità di preservarne la memoria. In questo contesto si inserisce Jacaranda di Gaël Faye, romanzo che racconta le conseguenze del genocidio attraverso le vicende di personaggi appartenenti a generazioni diverse.
L’obiettivo della ricerca è analizzare il rapporto tra silenzio e testimonianza nel romanzo, mettendo in luce come queste due diverse risposte al trauma influenzino la costruzione dell’identità delle generazioni nate dopo il 1994. Lo studio intende inoltre verificare in che modo la letteratura riesca a coniugare invenzione narrativa e rigore storico, contribuendo alla trasmissione della memoria collettiva senza compromettere la verità dei fatti.
Per rispondere a questi interrogativi, è stata condotta un’analisi del romanzo integrata con contributi teorici sul trauma, sulla memoria, sulla testimonianza e sulla postmemoria, facendo riferimento agli studi di Cathy Caruth, Michael Pollak, Nathalie Heinich e Marianne Hirsch. L’analisi è stata inoltre arricchita dalle riflessioni espresse da Gaël Faye in diverse interviste, considerate come chiave interpretativa della sua produzione letteraria.
I risultati mostrano come il silenzio e la testimonianza non costituiscano semplicemente due strategie opposte, ma due differenti modalità di confrontarsi con un passato traumatico, entrambe capaci di incidere profondamente sulle generazioni successive. La ricerca evidenzia inoltre come Jacaranda dimostri la capacità della letteratura di trasformare la memoria storica in esperienza umana, favorendo la comprensione del trauma attraverso la narrazione e contribuendo alla conservazione della memoria collettiva.
Abstract
La memoria dei traumi collettivi si costruisce attraverso un delicato equilibrio tra silenzio e testimonianza. Il genocidio dei tutsi del 1994 in Ruanda interroga non solo la storiografia, ma anche la narrativa, chiamata a confrontarsi con la rappresentazione di un evento storico segnato dall’indicibilità del trauma e dalla necessità di preservarne la memoria. In questo contesto si inserisce Jacaranda di Gaël Faye, romanzo che racconta le conseguenze del genocidio attraverso le vicende di personaggi appartenenti a generazioni diverse.
L’obiettivo della ricerca è analizzare il rapporto tra silenzio e testimonianza nel romanzo, mettendo in luce come queste due diverse risposte al trauma influenzino la costruzione dell’identità delle generazioni nate dopo il 1994. Lo studio intende inoltre verificare in che modo la letteratura riesca a coniugare invenzione narrativa e rigore storico, contribuendo alla trasmissione della memoria collettiva senza compromettere la verità dei fatti.
Per rispondere a questi interrogativi, è stata condotta un’analisi del romanzo integrata con contributi teorici sul trauma, sulla memoria, sulla testimonianza e sulla postmemoria, facendo riferimento agli studi di Cathy Caruth, Michael Pollak, Nathalie Heinich e Marianne Hirsch. L’analisi è stata inoltre arricchita dalle riflessioni espresse da Gaël Faye in diverse interviste, considerate come chiave interpretativa della sua produzione letteraria.
I risultati mostrano come il silenzio e la testimonianza non costituiscano semplicemente due strategie opposte, ma due differenti modalità di confrontarsi con un passato traumatico, entrambe capaci di incidere profondamente sulle generazioni successive. La ricerca evidenzia inoltre come Jacaranda dimostri la capacità della letteratura di trasformare la memoria storica in esperienza umana, favorendo la comprensione del trauma attraverso la narrazione e contribuendo alla conservazione della memoria collettiva.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea)
Autore della tesi
Milanesi, Elena
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
CURRICULUM INTERPRETAZIONE E TRADUZIONE
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Gaël Faye,Jacaranda,Genocidio ruandese,Memoria,Trauma,Silenzio,Testimonianza
Data di discussione della Tesi
17 Luglio 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Milanesi, Elena
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Indirizzo
CURRICULUM INTERPRETAZIONE E TRADUZIONE
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Gaël Faye,Jacaranda,Genocidio ruandese,Memoria,Trauma,Silenzio,Testimonianza
Data di discussione della Tesi
17 Luglio 2026
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