Documenti full-text disponibili:
![[thumbnail of Thesis]](https://amslaurea.unibo.it/style/images/fileicons/application_pdf.png) |
Documento PDF (Thesis)
Full-text accessibile solo agli utenti istituzionali dell'Ateneo
Disponibile con Licenza: Salvo eventuali più ampie autorizzazioni dell'autore, la tesi può essere liberamente consultata e può essere effettuato il salvataggio e la stampa di una copia per fini strettamente personali di studio, di ricerca e di insegnamento, con espresso divieto di qualunque utilizzo direttamente o indirettamente commerciale. Ogni altro diritto sul materiale è riservato
Download (21MB)
| Contatta l'autore
|
Abstract
L’obiettivo di questa tesi è fornire un’analisi oggettiva dei vitigni resistenti alle crittogame (PIWI) in Italia, con particolare riferimento al contesto pedoclimatico dell’Emilia-Romagna. Attraverso dati aggiornati viene illustrata l’evoluzione della diffusione e dell’autorizzazione alla coltivazione di queste varietà, evidenziandone il crescente interesse nel panorama vitivinicolo nazionale.
L’elaborato descrive le principali varietà PIWI analizzandone la resistenza ai patogeni fungini, l’adattamento alle condizioni ambientali, il comportamento vegetativo e produttivo e le caratteristiche enologiche, mettendo in relazione tali aspetti con la qualità dei vini ottenuti. L’analisi del ciclo biologico dei principali patogeni e il confronto tra le diverse varietà mostrano come l’introduzione di caratteri genetici derivanti da specie non appartenenti a Vitis vinifera consenta una significativa riduzione della suscettibilità alle malattie, con conseguente diminuzione dei trattamenti fitosanitari, dei costi di gestione e dell’impatto ambientale.
Dal punto di vista enologico, i risultati evidenziano come i vini ottenuti dai vitigni resistenti possiedano caratteristiche qualitative competitive, con profili sensoriali ben definiti, buona morbidezza gustativa e, per le varietà a bacca rossa, elevata intensità cromatica e una struttura fenolica di rilievo.
In conclusione, i vitigni PIWI rappresentano una concreta opportunità per una viticoltura più sostenibile e innovativa, piuttosto che una semplice soluzione emergenziale. Le prospettive future dipendono dall’evoluzione del quadro normativo, in particolare dall’inserimento di tali varietà nei disciplinari delle Denominazioni di Origine, e dalla diffusione di un’adeguata informazione scientifica e commerciale, fondamentale per favorire la conoscenza e l’accettazione di questi vini da parte dei consumatori.
Abstract
L’obiettivo di questa tesi è fornire un’analisi oggettiva dei vitigni resistenti alle crittogame (PIWI) in Italia, con particolare riferimento al contesto pedoclimatico dell’Emilia-Romagna. Attraverso dati aggiornati viene illustrata l’evoluzione della diffusione e dell’autorizzazione alla coltivazione di queste varietà, evidenziandone il crescente interesse nel panorama vitivinicolo nazionale.
L’elaborato descrive le principali varietà PIWI analizzandone la resistenza ai patogeni fungini, l’adattamento alle condizioni ambientali, il comportamento vegetativo e produttivo e le caratteristiche enologiche, mettendo in relazione tali aspetti con la qualità dei vini ottenuti. L’analisi del ciclo biologico dei principali patogeni e il confronto tra le diverse varietà mostrano come l’introduzione di caratteri genetici derivanti da specie non appartenenti a Vitis vinifera consenta una significativa riduzione della suscettibilità alle malattie, con conseguente diminuzione dei trattamenti fitosanitari, dei costi di gestione e dell’impatto ambientale.
Dal punto di vista enologico, i risultati evidenziano come i vini ottenuti dai vitigni resistenti possiedano caratteristiche qualitative competitive, con profili sensoriali ben definiti, buona morbidezza gustativa e, per le varietà a bacca rossa, elevata intensità cromatica e una struttura fenolica di rilievo.
In conclusione, i vitigni PIWI rappresentano una concreta opportunità per una viticoltura più sostenibile e innovativa, piuttosto che una semplice soluzione emergenziale. Le prospettive future dipendono dall’evoluzione del quadro normativo, in particolare dall’inserimento di tali varietà nei disciplinari delle Denominazioni di Origine, e dalla diffusione di un’adeguata informazione scientifica e commerciale, fondamentale per favorire la conoscenza e l’accettazione di questi vini da parte dei consumatori.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea)
Autore della tesi
Valente, Leonardo
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
tolleranza ai patogeni,varietà ibride
Data di discussione della Tesi
15 Luglio 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Valente, Leonardo
Relatore della tesi
Correlatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
tolleranza ai patogeni,varietà ibride
Data di discussione della Tesi
15 Luglio 2026
URI
Statistica sui download
Gestione del documento: