Amella, Alessandro
(2026)
Web Scraping e LLM: Confronto di metodologie per l’estrazione di dati non strutturati da fonti eterogenee tramite Large Language Model.
[Laurea], Università di Bologna, Corso di Studio in
Informatica [L-DM270]
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Abstract
Il web scraping tradizionale, basato su regole sintattiche, è intrinsecamente fragile alle modifiche strutturali dei siti web. I Large Language Model (LLM) offrono un cambio di paradigma: descrivere alla macchina "cosa" estrarre anziché "come" trovarlo. L'IA generativa introduce però nuove sfide: costi operativi, latenza e allucinazioni.
Questa dissertazione analizza tali trade-off tramite SWEET (Semantic Web Extraction & Evaluation Tool), un framework di benchmark sviluppato ad hoc e testato su un caso reale (avvisi di sciopero). Si valutano accuratezza (F1-score) ed efficienza confrontando modelli (GPT, Gemini, Llama, DeepSeek), schemi di validazione e preprocessing, dalle euristiche classiche ai recenti Small Language Model (SLM).
I risultati mostrano che l'uso degli SLM per il preprocessing garantisce un'elevata compressione del documento, ma rischia di omettere metadati rilevanti. Su fonti semi-strutturate a struttura relativamente stabile prevale un approccio ibrido: pre-filtrare il DOM deterministicamente riduce i token in input del 99,5%, mantenendo un F1-score oltre 0,95. Sul fronte della validazione dei dati, alleggerire il carico cognitivo dell'IA richiedendo un output flessibile, normalizzato a valle via codice, riduce le allucinazioni fino al 45%. Infine, test di mutazione del DOM ("DOM chaos") confermano l'immunità strutturale degli LLM davanti al collasso degli scraper classici.
L'evidenza sperimentale dimostra che i modelli generativi non costituiscono una soluzione universale, ma impongono un nuovo trade-off architetturale: l'azzeramento del debito tecnico manutentivo avviene al prezzo di maggiori latenze, costi di inferenza e del nuovo rischio delle allucinazioni, che sostituiscono il fallimento esplicito (fail-fast) degli scraper tradizionali con errori subdoli e silenziosi. L'uso degli LLM non elimina il software classico, ma trasforma il web scraping da una fragile ingegneria sintattica a una robusta orchestrazione semantica.
Abstract
Il web scraping tradizionale, basato su regole sintattiche, è intrinsecamente fragile alle modifiche strutturali dei siti web. I Large Language Model (LLM) offrono un cambio di paradigma: descrivere alla macchina "cosa" estrarre anziché "come" trovarlo. L'IA generativa introduce però nuove sfide: costi operativi, latenza e allucinazioni.
Questa dissertazione analizza tali trade-off tramite SWEET (Semantic Web Extraction & Evaluation Tool), un framework di benchmark sviluppato ad hoc e testato su un caso reale (avvisi di sciopero). Si valutano accuratezza (F1-score) ed efficienza confrontando modelli (GPT, Gemini, Llama, DeepSeek), schemi di validazione e preprocessing, dalle euristiche classiche ai recenti Small Language Model (SLM).
I risultati mostrano che l'uso degli SLM per il preprocessing garantisce un'elevata compressione del documento, ma rischia di omettere metadati rilevanti. Su fonti semi-strutturate a struttura relativamente stabile prevale un approccio ibrido: pre-filtrare il DOM deterministicamente riduce i token in input del 99,5%, mantenendo un F1-score oltre 0,95. Sul fronte della validazione dei dati, alleggerire il carico cognitivo dell'IA richiedendo un output flessibile, normalizzato a valle via codice, riduce le allucinazioni fino al 45%. Infine, test di mutazione del DOM ("DOM chaos") confermano l'immunità strutturale degli LLM davanti al collasso degli scraper classici.
L'evidenza sperimentale dimostra che i modelli generativi non costituiscono una soluzione universale, ma impongono un nuovo trade-off architetturale: l'azzeramento del debito tecnico manutentivo avviene al prezzo di maggiori latenze, costi di inferenza e del nuovo rischio delle allucinazioni, che sostituiscono il fallimento esplicito (fail-fast) degli scraper tradizionali con errori subdoli e silenziosi. L'uso degli LLM non elimina il software classico, ma trasforma il web scraping da una fragile ingegneria sintattica a una robusta orchestrazione semantica.
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(Laurea)
Autore della tesi
Amella, Alessandro
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Web scraping,Large Language Model,Dati non strutturati,Parsing semantico,Prompt engineering,Data extraction,ETL
Data di discussione della Tesi
27 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di laurea
(NON SPECIFICATO)
Autore della tesi
Amella, Alessandro
Relatore della tesi
Scuola
Corso di studio
Ordinamento Cds
DM270
Parole chiave
Web scraping,Large Language Model,Dati non strutturati,Parsing semantico,Prompt engineering,Data extraction,ETL
Data di discussione della Tesi
27 Marzo 2026
URI
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